Il mal d’Irlanda
Chiunque sia stato in Irlanda almeno una volta sa a cosa ci si riferisce quando si parla di “mal d’Irlanda”. È una forte sensazione di mancanza, una nostalgia che colpisce l’anima di chi ritorna da quella terra color smeraldo, ognuno con la sua storia, diverso da come era prima di averla vista.
Il mio amore per l’Irlanda è nato molto prima di conoscerla. Non ricordo di preciso il motivo ma ho sempre sentito un forte richiamo verso le sue terre, forse attratta dalle immagini di qualche film o affascinata dalle musiche dei suoi artisti più importanti. Tutto me la faceva immaginare come un’isola magica, dove perdersi per poi ritrovarsi, sicuramente diverso, forse migliore.
Il primo viaggio in Irlanda è stato una toccata e fuga, tre semplici giorni alla scoperta di Dublino e del parco di Glendalough. Una goccia in un oceano in confronto alla moltitudine di luoghi meravigliosi e insoliti di cui si compone l’isola. Ma il primo incontro col grande amore non si scorda mai e già dopo quel viaggio ho iniziato a sentire il mal d’Irlanda. Una nostalgia così intensa che da quel momento in poi ogni occasione è stata giusta per tornarci.

Tutto dell’Irlanda riesce a farti innamorare. Dei suoi panorami ti colpiscono i colori: le colline si illuminano di un verde mai visto prima, il viola dei fiori selvatici macchia di vivacità il paesaggio e il cielo, con le sue sfumature in continuo mutamento, è calmo e capriccioso allo stesso momento. Le sue scogliere ti incantano, possenti e maestose davanti all’oceano, in contrasto alla semplicità delle lunghe distese di spiaggia bianca che ti accolgono tranquille.
Osservando l’orizzonte ti immergi in quei paesaggi infiniti, come a volerci annegare e perderti tra loro senza che l’orologio vada avanti o indietro. Ovunque si respira libertà, una sensazione di pace che ti attraversa e ti fa capire di essere a casa.
Le città che incontri lungo il cammino sono dinamiche, vivaci, alcune ancora semplici, altre molto moderne, ma mai caotiche. Tutte ti trascinano nel loro vortice di euforia, trasportandoti in un luogo in cui il tempo è scandito solo dal ritmo della musica. I momenti più belli passati in città li abbiamo trascorsi in un pub, ascoltando dal vivo musicisti irlandesi che cantavano la storia della loro terra, senza microfoni o casse ma solo con la loro voce, accompagnati da un chitarra, un flauto e altri strumenti tradizionali.
La musica è la vera essenza dell’Irlanda. Dopo averla sentita la prima volta, la sentirai riecheggiare in ogni luogo che visiterai, come una colonna sonora. Ed è proprio la musica a riportarci indietro tutte le volte che veniamo assaliti dal mal d’Irlanda: ci basta mettere su un pezzo dei Dubliners per ritornare là con la mente in attesa del prossimo incontro.
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