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Itinerari,  Polonia

Polonia: il mio tour di 9 giorni

Per noi doveva essere solo uno scalo di 24 ore, in attesa della coincidenza per raggiungere la Norvegia. Ma un imprevisto spiacevole, un tampone risultato positivo e si è trasformata in un viaggio di 9 giorni, con una compagnia dell’ultimo minuto, nell’attesa di un esito negativo, che per fortuna sarebbe arrivato prima della fine delle ferie.

1° giorno: Cracovia

Il primo giorno di viaggio è sempre un po’ variabile. Alcuni anni sei talmente stressato da non realizzare ancora di essere in vacanza, altri hai già la mente libera e vivi tutto con euforia fin dall’inizio. L’arrivo in Polonia rientra nel primo caso: la moltitudine di imprevisti che ha colorato questo viaggio e i molti controlli anti-Covid, effettuati prima e dopo la partenza, non hanno subito permesso alla mente di vagare libera. Ma Cracovia, col suo animo semplice e affascinante, è stata la meta ideale per le nostre prime passeggiate.

Appena messo piede fuori dal taxi gli occhi hanno iniziato a perdersi fra le vie del centro, affascinati da quel primo incontro. Entrare nella piazza al tramonto, quando il sole infonde tutt’intorno colori fiochi ed espressivi, mischiarsi a tutte le voci che la animano e la rendono così ospitale, farsi coinvolgere dalla musica degli artisti di strada che rallegrano turisti e non. Tutto questo ha permesso alla mente di liberarsi e iniziare la sua nuova avventura. Quella prima sera l’abbiamo trascorsa così, passeggiando fra vie ancora sconosciute, attraversando piazze e quartieri ancora anonimi per noi, facendo le prime presentazioni con la città.

2° giorno: Cracovia, il centro storico e il quartiere ebraico

La mattina di questo reale primo giorno d’esplorazione mi sveglio con l’unico obiettivo di trovare una guida. Arrivati in Piazza del Mercato conosco così Antonio, che per il resto della giornata è stato il nostro libro di storia antica e contemporanea. Consiglio sempre a tutti di dedicare almeno un giorno ad esplorare le città con uno di questi preparatissimi ragazzi. Inizia così il nostro italian tour.

Primo itinerario: il centro storico. Passiamo la mattina a girare fra le piazze e le vie che raccontano la storia antica della città, fra aneddoti, leggende e storia. Iniziamo da Piazza del Mercato e proseguiamo attraverso via Florianska, alla fine della quale si attraversa la Porta di San Floriano, martire protettore della città. Al di fuori di essa il Barbacane, ex avamposto fortificato, fa da spartiacque al Planty, il giardino circolare che coi suoi 5 km di circonferenza abbraccia il centro città. Prima di raggiungere il Wawel, dove sarebbe finito il nostro giro, Antonio ci fa conoscere alcuni dei luoghi che hanno interessato la vita, l’istruzione e i primi anni di sacerdozio di Karol Wojtila. Raggiungiamo il Wawel percorrendo via Grodzka, dove si instaurano anche le famose chiese di San Pietro e Paolo e quello che resta della Chiesa di Sant’Andrea.

Alle 14:30 incontriamo di nuovo Antonio e ci dirigiamo al Kazimierz, il quartiere ebraico, da non confondere con il ghetto ebraico, che invece si trova sull’altra sponda del fiume e che abbiamo raggiunto solo alla fine del tour. Il Kazimierz conserva ancora molte testimonianze della presenza ebraica nella città, come la sinagoga vecchia, la nuova sinagoga e il cimitero grande. Il tour si è concluso in Piazza degli Eroi del Ghetto, un luogo di commemorazione a pochi metri dalla ex fabbrica di Schindler.

La sera il Kazimierz si offre come luogo di convivialità, ricco di pub, ristoranti e mercatini, soprattutto attorno alla Piazza del Mattatoio, ed è proprio lì che decidiamo di passare la serata per concludere questa ricca giornata.

3° giorno: Cracovia, il Wawel e le Miniere di Sale

Ieri, grazie ad alcuni turisti, abbiamo saputo dell’esistenza di un’importante miniera di sale a pochi km da Cracovia, una tappa quasi obbligatoria per i tutti i visitatori della zona. Tramite Antonio conosciamo Lech, un referente per le visite organizzate nella miniera, e riusciamo ad occupare gli ultimi due posti per la visita pomeridiana.

Approfittiamo quindi della mattinata libera per visitare il Castello del Wawel, la Cattedrale e il Museo al suo interno. Il giro non ci ha portato via molto tempo, perché non essendo interessati al palazzo reale abbiamo evitato di visitarlo. In compenso ci è rimasto del tempo prima di pranzo per andare a vedere la “Dama con l’Ermellino” di Leonardo, gelosamente custodita nel Museo Czartoryski, dopo essere sopravvissuta alle razzie del nazismo, nascosta nei sotterranei del Wawel.

Alle 13:30 raggiungiamo Lech all’appuntamento e arriviamo in tempo alle Miniere per iniziare il tour alle 15:30. Le miniere sono state la fortuna economica del paese dall’ epoca medievale. Quel luogo angusto e pericoloso col tempo è diventato una vera e propria mini città sotterranea: i suoi minatori vi hanno costruito piccole chiese e hanno ornato i suoi cunicoli con sculture e bassorilievi rappresentanti re, scienziati e scene religiose. Oggi al suo interno troverete sale ricevimenti, bar, cinema e la chiesa sotterranea più grande d’Europa, dove si è soliti celebrare liturgie e matrimoni. Tutto costruito col sale, non troverete altro materiale al suo interno, se non sale e legno. È questa caratteristica da sola vale il prezzo del biglietto.

Ritorniamo in città verso le 21, in tempo per un’altra cena polacca e un breve giro in centro.

4° giorno: Cracovia, fabbrica di Schindler e Auschwitz

Questo è stato il giorno più pesante del nostro soggiorno a Cracovia, una giornata totalmente dedicata alla Shoah. La mattina ci rechiamo alla vecchia fabbrica di Schindler, dove è stato allestito un museo della storia del nazismo a Cracovia. Erroneamente non prenotiamo nessuna visita guidata e questo ha compromesso la comprensione delle molte informazioni distribuite nelle varie sale. Il museo è molto ben strutturato, con un allestimento ricco di immagini e materiale interattivo, che sicuramente avrebbe espanso la nostra conoscenza della storia locale della metà del Novecento se avessimo avuto gli strumenti giusti per leggerla o più tempo da dedicare alle traduzioni. Ci ritornerò sicuramente in un prossimo viaggio.

Alle 13.30 ci presentiamo all’appuntamento con Lech, per percorrere i 60 km che ci separano dalla meta principale della giornata: Auschwitz. La visita guidata comprende sia il campo di concentramento di Auschwitz sia il campo di sterminio di Birkenau, a soli 3 km di distanza uno dall’altro. Risulta complicato rimanere insensibili a quello che gli occhi vedono: ogni foto, ogni oggetto conservato, ogni stanza in cui entri è una testimonianza di ciò a cui arriviamo rinunciando alla nostra umanità. Rientriamo a Cracovia verso le 21:00, dopo una visita di quattro ore e la pesantezza nel cuore.

5° giorno: Varsavia

La mattina del quinto giorno ci svegliamo pronti per affrontare le 3 ore di treno che ci separano dalla nostra prossima tappa: Varsavia, una città ambigua, la cui personalità non sono riuscita a capirla fino in fondo, forse perché troppo falsata dalle moderne ricostruzioni post belliche che dividono l’anima della città vecchia da quella contemporanea. La stazione centrale si trova proprio nel nuovo centro, dove le vetrate dei grattacieli e le insegne delle multinazionali accolgono i turisti con una freddezza deludente. L’unica chicca del quartiere è il Palazzo della Cultura, una struttura di epoca fascista che si distingue dal contesto architettonico in cui è inserita. In attesa di poter fare il check-in e lasciare i bagagli, saliamo fino al suo 34° piano, dove una terrazza panoramica permette ai turisti di ammirare la città dall’alto.

Alle 15:00 iniziamo finalmente il nostro giro per la città e ci dirigiamo verso Stare Miasto, la città vecchia. Qui l’atmosfera è totalmente diversa. Arrivati in Piazza del Castello, con al centro l’alta colonna dedicata al re Sigismondo III di Svezia, percorriamo la Strada Reale, una via di collegamento fra il Castello e la residenza reale di Palazzo Wilanow. Oggi la via conserva numerosi palazzi storici e culturali, numerosi negozi e ristoranti e percorsi interattivi che ti portano alla scoperta della musica di Chopin.

Ripartendo da Piazza del Castello, percorriamo la via Swietojanska fino al Rynek Starego Miasta, la Piazza del Mercato, dove al centro la statua della Sirenetta, simbolo della città, è incorniciata da un perimetro rettangolare di coloratissime abitazioni. Alla fine della strada ritroviamo un imponente Barbacane, che con le sue mura, pone il confine fra la città vecchia e la città nuova. Concludiamo la giornata cenando in uno dei ristoranti dei Piazza del Mercato, prima di prendere l’autobus per tornare al B&B.

6° giorno: Varsavia e il quartiere Praga

Solo due giorni nella capitale sono pochi per poterne studiare la storia e vedere più cose possibili. Quindi, per ottimizzare i tempi, optiamo per un giro sull’Hop On Hop Off: effettivamente il famoso pullmino rosso ci ha permesso di osservare sculture, strutture e monumenti che in un giorno a piedi non avremmo mai potuto raggiungere. Inoltre, le nozioni storiche dell’audio guida, seppur povere, sono sufficienti per una conoscenza superficiale di ciò che osservi.

L’unica fermata a cui decidiamo di scendere è quella del quartiere Praga, sull’altra sponda del fiume: trascorriamo qui un paio d’ore, per visitare questa frazione della città, così diversa sia dal nuovo che dal vecchio centro. Non colpito dai bombardamenti bellici, il quartiere si presenta ancor oggi nella sua versione originaria. Fra i suoi confini ospita molti monumenti di valore storico, un grande giardino zoologico e un centro culturale. Ripreso l’Hop On Hop Off terminiamo il giro verso le 18, ora in cui un temporale improvviso colpisce la città; ci rintaniamo un paio d’ore nel B&B, per poi uscire e goderci l’ultima cena nella capitale.

7° giorno: Danzica

Il viaggio con mio cugino si conclude a Varsavia. Mentre lui si dirige in aeroporto per prendere un aereo che lo riporterà a casa, io vado alla stazione: avevo deciso di continuare anche da sola il mio viaggio in Polonia, nell’attesa che prima o poi Guido mi raggiungesse e insieme decidessimo cosa fare. In ogni luogo in cui sono stata ho sempre cercato un modo per vedere il mare (dove possibile ovviamente) e così compro un biglietto per Danzica (Gdansk), cittadina portuale, sulla costa nord dello Stato. Non sapevo nulla di questo paesino: sapevo solo che lì a pochi km c’erano delle località balneari. Ma adesso posso affermare che Danzica è stata la meta che ho adorato di più.

La magia di Danzica si percepisce subito dopo aver oltrepassato la Porta d’Oro, la vecchia entrata reale alla città: percorrendo la via Lunga si è circondati da due file di palazzi, ognuno dei quali con i suoi colori e i suoi decori racconta una storia diversa. La via Lunga mi ha condotto al Mercato Lungo, dove domina la Fontana di Nettuno. Il paragone con la Sirenetta di Varsavia è stato immediato: due statue in onore di due personaggi marini, armati in difesa della città, che nella loro piccolezza spiccano al centro di una piazza-mercato circondati da un arcobaleno di abitazioni. Dalla via Lunga, oltrepassata la Porta Verde, sono arrivata al lungofiume Motlawa, in tempo per vedere come le luci del tramonto influenzassero i colori della città.

Tornando a casa, prima di ripassare sotto l’arco della Porta d’Oro, ho attraversato Mariacka Ulica (la via dell’Ambra), ricca di botteghe e negozietti specializzati nella realizzazione di oggetti e gioielli in ambra, il famoso oro del Baltico.

8° giorno: Sopot e Brzeźno

Una distesa di sabbia bianca, mare calmo e silenzioso, cielo grigio ma non minaccioso. La giornata a Sopot (località balneare a pochi km da Danzica, raggiungibile in treno e bus) è stata come una pausa dalla vacanza stessa. Dopo aver attraversato il paesino ed essere arrivata al molo, la vista di quella distesa di sabbia mi ha spinto a posare le scarpe e andare: avevo solo voglia di camminare, così ho deciso di raggiungere l’altro molo a Brzeźno, distante circa 5 km. Le due località sono collegate anche da una pista ciclabile pedonale che costeggia il litorale, dalla quale ogni tot metri si apre un passaggio per accedere alla costa.

Le spiagge del nord hanno tutte un fascino particolare per me: in quelle enormi spiagge bianche, sempre limitate dal verde della natura e da acque scure, il silenzio circonda e coinvolge tutto. Un bagno è stato, come sempre, d’obbligo. Arrivata a Brzeźno, ho pranzato sul ristorante del molo e poi ho deciso di prendere un monopattino e raggiungere Westerplatte, una penisoletta a pochissimi km, simbolo della lotta polacca contro il nazismo. Dopo vari tentativi, fallisco nel mio intento ma riesco comunque a vedere il monumento ai caduti in lontananza. Riprendo quindi il monopattino, attraverso il boschetto e mi immetto nella ciclabile, sfrecciando in piena libertà fino a Sopot, dove riprendo il treno per tornare a Danzica.

9° giorno: ritorno a Varsavia

Il mio viaggio sarebbe dovuto continuare in direzione Breslavia, cittadina nel sud della Polonia. Prima di arrivare alla stazione mi fermo davanti al Museo del Solidarność, dedicato alla lotta del movimento civile polacco, per studiare tramite internet tutta la storia. Purtroppo non ho avuto il tempo di visitarne l’interno. Sono da poco arrivata alla stazione quando finalmente arriva la buona notizia: il tampone di Guido è finalmente negativo! Abbiamo poco tempo quindi per stravolgere tutto e organizzare il resto della vacanza: ci rimangono solo 10 giorni.

La giornata è trascorsa tutta così, io su un treno che mi riportava a Varsavia, cercando tutte le possibili combinazioni per poterci rivedere, lui correndo verso un aeroporto, senza sapere fino alla fine quale biglietto acquistare. Dopo ore di indecisioni, stabiliamo come prima cosa di vederci a Varsavia e passare la notte a vagare per le strade vuote del centro storico, indecisi su come e dove iniziare il nostro viaggio. Finalmente decidiamo di perseverare e prima che il sole sorga acquistiamo due biglietti per al Norvegia. La mattina seguente ci concediamo l’ultima colazione polacca, per Guido la prima in realtà, e poi via…verso l’aeroporto.

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