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Irlanda,  Itinerari

Itinerario di 11 giorni nell’Irlanda del nord

L’Irlanda per noi è uno di quei posti che non si può raccontare. Nessuna parola riesce a dare un’idea della bellezza dei suoi paesaggi e della vitalità delle sue cittadine. In questo nostro secondo viaggio nell’isola partiamo alla scoperta dell’Irlanda del nord.

1° giorno: Valle del Boyne - Slane Castle

Appena atterrati a Dublino prendiamo subito la nostra nuova auto: avevamo già visitato la città l’anno precedente, quindi non ci fermiamo e iniziamo subito il nostro viaggio verso il nord dell’isola. La nostra prima tappa è la Valle del Boyne (Brù na Bòinne), una zona ricca di antiche testimonianze neolitiche che ci riportano indietro nel tempo. Visitiamo i tre siti più importanti della valle: Newgrange, Knowth e Dowth, tre enormi tombe a tumulo che conservano al loro interno storie e superstizioni di druidi e guerrieri.

slane-caste-irlanda La visita a Newgrange è stata la più interessante. Si tratta di una tomba a tumulo antichissima, al cui interno la camera sepolcrale è preceduta da un lungo e stretto corridoio. La guida è stata molto attenta a farci entrare nei cunicoli in piccolissimi gruppi e all’interno ci ha parlato dell’importanza spirituale di questa tomba. Durante il solstizio d’inverno, la luce dell’alba penetra attraversa dei fori all’interno del tumulo e illumina gli interni restituendone la bellezza delle origini. Le altre due tombe appartengono allo stesso complesso funerario della Valle del Boyne: Knowth è sicuramente la più grande delle tre per dimensioni. 

Arriva adesso il momento per noi di soddisfare un piccolo desiderio e andare nel luogo dove hanno suonato due dei nostri artisti preferiti: lo Slane Castle, un luogo quasi religioso per gli amanti del rock. Qui hanno suonato Oasis, Queen, Madonna, Guns n’Roses, RHCP, Rolling Stones, Foo Fighters e molti altri. Ma soprattutto qui gli U2 hanno registrato il loro album “The Unforgettable Fire”, girando anche il videoclip del singolo Pride. Lasciato lo Slane Castle ci avviamo verso Belfast, la capitale dell’Irlanda del nord, dove trascorriamo la serata tra le sue strade principali, ammirando i monumenti illuminati.

2° giorno:Belfast

La nostra giornata a Belfast comincia con una tipica english breakfast accompagnata dalla prima pinta di Guinness in uno dei pub più antichi della città, il Crown Liquor Saloon. Mentre gustiamo la buonissima ma sicuramente pesante colazione inglese, scopriamo che il locale è uno degli ultimi bar di epoca vittoriana della città: al suo interno gli arredi ripropongono mosaici pavimentali, banconi in granito rosso, piastrelle policrome e dei tipici salottini privati, chiusi da pareti di legno decorate con vetrate colorate. Pieni di energie iniziamo il nostro tour della città.

Per prima cosa passiamo davanti al maestoso Municipio, soffermandoci soprattutto davanti al monumento memoriale delle vittime del Titanic. In quella lunghissima lastra di pietra gli occhi scorrono su centinaia di nomi sconosciuti, una lista interminabile di persone senza volto che lascia, come sempre, un velo di tristezza. Subito dopo visitiamo la Cattedrale e il cosiddetto Cathedral’s Quartier, antico quartiere mercantile, oggi rivalutato per essere trasformato in una zona ricca di vita. Curiosità per gli amanti di Game of Thrones: passeggiando per la città si trovano delle installazioni che rendono omaggio alla serie, chiamate Glass of Thrones: sono 6 vetrate colorate, ognuna dedicata ad una delle famiglie principali, che raccontano con pochissime immagini i punti salienti della casata. Sono davvero molto belle.

Il pezzo forte della giornata è stato il Titanic Belfast, il museo dedicato alla storia del famoso transatlantico, costruito proprio nel cantiere che gli ha dato vita. La visita al museo impegna circa 2-3 ore ed intrattiene con percorsi interattivi, suoni, immagini e naturalmente sale che raccontano la storia del transatlantico più famoso del mondo. Usciti dal museo, sfiniti e affamati, ci prendiamo una pausa prima di prepararci alla serata. La seconda notte a Belfast è stata sicuramente più movimentata! Ci dedichiamo ad un tour dei pub storici: il Duke of York, il Thirsty Goat, il Dirty Onion, saltando da un live all’altro fino a tornare al The Crown Liquor Saloon, dove beviamo la nostra ultima pinta della giornata ascoltando l’ultimo trio della serata.

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3° giorno: Belfast – Goblin – Dark Hedges – Belly Castle

Belfast è una città particolare. Non possiede il magnetismo di Dublino né il fascino delle piccole cittadine irlandesi, ma camminare fra le strade della sua periferia è qualcosa che di certo non lascia indifferenti. Come molti sanno l’Irlanda del nord è stata protagonista dei “Troubles”, un conflitto civile fra le fazioni dei repubblicani e dei lealisti durato dal 1969 fino alla metà degli anni ’90. La mattina di questa terza giornata irlandese la trascorriamo proprio nella periferia di Belfast, studiando la storia del suo passato sofferente tramite i murales delle due vie simbolo del conflitto: Shankill Road e Falls Road.

Qui si percepisce ancora nell’aria la presenza di un odio forse non ancora del tutto soffocato. Sarebbe stato davvero inutile qualsiasi commento su ciò che è stato commesso, soprattutto da parte di chi come noi non conosce proprio niente né di Belfast né di guerra. Restiamo, quindi, in silenzio mentre osserviamo e leggiamo la storia di quelle strade, evitando qualsiasi facile condanna. Con l’animo un po’ appesantito lasciamo Belfast e decidiamo di distrarci dedicandoci ad attività più superficiali, come andare alla scoperta dei set di Game of Thrones.

Così raggiungiamo prima Inch Abbey (il set del luogo dove ha avuto inizio la guerra dei cinque re), mischiandoci ad un gruppo di fan travestiti; poi Castle Ward, per vedere solo da lontano il castello di Grande Inverno, e infine ci lasciamo avvolgere dagli alberi di Dark Hedges, la strada del re. La tappa pomeridiana successiva è stato il sentiero Gobbins, nella contea di Antrim: si tratta di un percorso di circa 3 km che ti permette di passeggiare fra le scogliere basaltiche a picco sul mare d’Irlanda, tramite ponti e passerelle di legno che attraversano grotte e fiancheggiano la roccia. La giornata si è ormai conclusa, così raggiungiamo Ballycastle, dove troviamo sempre il tempo per una birra e un buon live.

4° giorno: Giant’s Causeway

Giornata interminabile trascorsa alla scoperta della contea di Antrim. Prima tappa: il Giant’s Causeway, il “selciato del gigante”, una meraviglia geologica dove ammirare più di 40 mila colonne basaltiche di origine vulcanica. Come le Cliff of Moher, le Giant’s sono una delle attrazioni turistiche più ricercate d’Irlanda, anche per la loro capacità di regalare panorami unici. Seconda tappa: Torr Head, una collina da cui, nuvole permettendo, è possibile intravedere la Scozia. Terza tappa: il ponte di Carrick-a-Rede. giants-irlanda

Si tratta di un vecchio ponte di legno sospeso nel vuoto tramite delle funi, costruito dai pescatori per collegare l’isolotto di Carrick alla terraferma e recentemente sfruttato come attività turistica. Prima di divertirsi ad attraversare il ponte, si percorre un sentiero panoramico che permette di ammirare l’isola di Rathlin e le coste della Scozia. Quarta tappa: Dunluce Castle, il castello delle isole di ferro di Game of Thrones. Troviamo il cancello chiuso, quindi ci fermiamo qualche minuto solo per guardarlo da fuori. Consiglio: non aspettatevi la splendida struttura a tre torri sospesa sul mare, perché ne rimarrete molto delusi, come noi. Nella serie, infatti, la struttura è quasi interamente costruita al computer, mentre nella realtà rimane ben poco.

Quinta tappa: Portrush. Proseguendo la nostra esplorando del nord capitiamo per caso nella spiaggia dalle lunghissime distese di sabbia bianche di Whiterocks. Eravamo stanchi di guidare e il tempo non prometteva bene, così decidiamo di prenderci una pausa dal percorso. Nonostante il freddo e un po’ di pioggia trascorriamo una divertentissima serata in spiaggia, culminata in un bagno improvvisato nelle gelide acque del mare d’Irlanda. Essendo ormai le otto passate abbandoniamo l’idea di raggiungere Derry e ci fermiamo qui, nella cittadina di Portrush.

Ma la serata non è ancora terminata. Prima di ascoltare un bravissimo one-man-band in uno dei locali del porticciolo, ceniamo con delle pizze da asporto nell’unico posto aperto di tutta la città: è stato davvero ma davvero difficile convincere un napoletano a mangiare una pizza nel nord dell’Irlanda. Dopo aver girato tre volte tutto il paesino e aver capito che l’unica alternativa sarebbe stata morire di fame, l’uomo del Vesuvio ha detto si. Con la stessa espressione di quando si sta per ricevere un pugno, dopo aver assaggiato il primo trancio esclama: “È buona ma non dire a nessuno che l’ho mangiata”. Sipario.

5° giorno: Derry – Inishowen

 Raggiungiamo Derry, o LondonDerry, in tarda mattinata. Come Belfast, anche questa cittadina conserva ancora il ricordo degli atroci scontri combattuti in nome dell’indipendenza. Camminiamo lungo le sue vie, fra i luoghi protagonisti del sanguinoso Bloody Sunday, leggendone la storia fra i colori dei numerosi murales. All’improvviso veniamo quasi rapiti da un ex militante di una delle due fazioni (non ricordiamo quale), che ci porta nel suo negozio di vecchi cimeli di guerra e preso dall’entusiasmo comincia il suo lungo racconto di quegli anni. È stata un’esperienza istruttiva e poco piacevole allo stesso tempo: da un lato è stato davvero interessante ascoltare il punto di vista di chi ha partecipato agli scontri, ma dall’altro è complicato rimanere neutrali e diplomatici davanti a certe affermazioni.

Lasciata LondonDerry/Derry partiamo alla scoperta della penisola di Inishowen, uno dei luoghi più suggestivi dell’Irlanda. Culdaff Beach è stata tra le prime sorprese: una distesa di sabbia dove surfare e godersi il sole. Uno dei luoghi simbolo di Inishowen è sicuramente Malin Head, il promontorio che occupa la punta più settentrionale dell’Irlanda, da dove è possibile osservare dall’alto l’intera penisola.

Da Capo Malin parte famosa Wild Atlantic Way, la strada costiera che attraversa l’Irlanda occidentale per 2.500 km fino alla contea di Cork: iniziamo a percorrerla e dopo km e km arriviamo a Letterkenny. Qui la ragazza che ci ospitava ci ha informato dell’esistenza in zona di bellissime scogliere, meno famose ma più maestose delle Cliff of Moher: le Slieve League. Rimandiamo la visita a domani: adesso è il momento del nostro consueto live con Guinness&Cider.

6° giorno: Parco nazionale di Glenveagh - The Rosses – Glenties

Letterkenny è un punto base strategico per chi come noi volesse trascorrere una giornata immerso nella natura del Glenveagh Park, il secondo parco irlandese per estensione. Nel pomeriggio attraversiamo la contea del Donegal per raggiungere le Slieve League, passando per il Rosses, una regione costellata da centinaia di laghetti. Arriviamo all’ingresso delle scogliere quasi al tramonto ma ci incamminiamo comunque verso la vetta del monte. Si dice che quello che conta non è la meta ma il viaggio; beh quest’avventura forse potrebbe esserne un esempio.

Non riusciamo, infatti, a vedere le scogliere: il fango lungo la strada e il fortissimo vento ci hanno rallentato parecchio la salita; inoltre, non avevamo idea di quanta strada dovessimo ancora percorrere perché l’unico telefono che avevamo era quasi scarico e ci sarebbe servita la torcia per tornare indietro. Così, dopo circa un’ora di camminata, con la notte alle porte e il fango alle ginocchia decidiamo di tornare indietro, sconfitti ma divertiti: rimarrà uno dei pochissimi rimpianti di questo viaggio ma la prossima volta torneremo preparati a tutto. Raggiungiamo il nostro ostello a Portnoo alle undici passate, passando più di un’ora a togliere il fango da scarpe e vestiti: stasera niente live music, solo una pizza mangiata ai bordi della strada in infradito e calzini.

7° giorno: Donegal – Ballyshannon – Sligo

Percorriamo gli ultimi km nella magica contea del Donegal, facendo brevi soste nella cittadina di Ballyshannon, a Bundoran e in alcune spiagge incontrate lungo la strada. Abbandonato il Donegal, l’Atlantic Oceanic Way ci conduce alla splendida cittadina di Sligo, super piena di locali, pub e turisti. Trascorriamo il pomeriggio passeggiando fra le sue vie e scoprendo le sue attrazioni principali: la cattedrale di S. John, l’abbazia, l’Yeats Memorial Building e il lungofiume. Qui finalmente ci godiamo un pasto seduti a tavola in uno dei pittoreschi localini sul fiume. Da Sligo partiamo e raggiungiamo la spiaggia di Strandhill, dove l’oceano e il vento si fanno davvero sentire, per mangiare un ottimo gelato da Mammy Johnston’s. Viaggiamo fino a Westport, altra splendida cittadina, zeppa di locali che vendono Guinness e tanta buona Irish music. 

8° giorno: Achill Island – Parco Nazionale di Connemara

Sveglia presto. Ci incamminiamo verso Achill Island, la fantastica isola colma di scogliere, baie mozzafiato, spiagge a perdita d’occhio e un vento fortissimo direttamente dall’oceano. La percorriamo in lungo e in largo, finché…beh…non crolliamo in auto. Ma una volta svegli siamo pronti per una corsa verso il Parco Nazionale di Connemara, uno dei più belli d’Irlanda. Il pomeriggio trascorso all’interno del parco è stato uno dei più emozionanti del viaggio. Qui il cielo sembrava dipinto da un pittore capriccioso, che minuto dopo minuto si divertiva a regalarci sfumature sempre diverse, ognuna con una sua magia. connemara-irlanda

Dalla cime delle colline si potevano ammirare i paesaggi sconfinati delle brughiere, tinte di verde e di viola. Ogni tanto da lontano si vedevano nuvole di cariche di pioggia correre furenti verso di noi: l’attesa di essere investiti da quelle secchiate di acqua ci esaltava ancora di più e quando venivamo colpiti, quei 30-40 secondi di temporale ci regalavano una sensazione di libertà ancora più grande. Abbiamo trascorso diverse ore nel parco, passeggiando con gli occhi pieni di Irlanda e in testa solo le canzoni dei Modena City Ramblers. Quella sera arriviamo a Galway come sempre molto tardi e come sempre l’unica cosa che riusciamo a mangiare è stata una pizza al Domino’s (mai mangiate così tante pizze in una settimana).

9° giorno: Galway

Tempo avverso, le isole Aran irraggiungibili, così come le Cliff of Moher. E così decidiamo di goderci al massimo la seconda fra le grosse città del nostro tour: Galway. Galway è una cittadina universitaria dell’ovest gaelico: non ha molto da visitare ma è un luogo tutto da vivere fra la vivacità dei suoi vicoli pittoreschi. Il tempo non è dei migliori ma non ci impedisce di goderci comunque la giornata. Giriamo un po’ per il lungomare e poi entriamo nel quartiere latino, il cuore pulsante della città, ricco di Irish pub e locali. Entriamo in un pub dopo l’altro, assaggiando le fantastiche ostriche al Mc Donagh’s, bevendo Guinness e ascoltando musica fino a tarda notte. Galway si è rivelata una città piena di colori e con una energia che non dimenticheremo facilmente.

10° giorno: Cliff of Moher - Dublino

L’ultimo giorno in Irlanda il tempo non è stato affatto clemente. Un temporale ha minacciato pesantemente il nostro incontro con le Cliff. Non ci facciamo intimorire e impermeabilizzati fino alle scarpe ci incamminiamo verso le scogliere più famose d’Irlanda. Percorriamo sotto la tempesta diversi km osservando il panorama, ma il percorso a tratti non era percorribile a causa del fango e quindi siamo costretti a fermarci. Non è stata la visita che speravamo ma sempre meglio di niente: abbiamo una scusa in più per tornare. Stanchi e parecchio bagnati salutiamo l’ovest e prendiamo l’autostrada che taglia in due l’isola in direzione Dublino, dove avremmo trascorso la nostra ultima sera e dove ci aspettava un viaggio dentro la pinta più grande del mondo: la “Guinness Store House”, un viaggio fra gli ingredienti e le curiosità della birra scura più famosa del mondo. Quella sera non potevamo non passarla al Temple Bar, il cuore della vita notturna e della musica irlandese. Anche questa seconda esperienza irlandese è terminata: domani si torna in patria, ma noi stiamo già fantasticando sulla nostra prossima visita.

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