Cosa vedere a Cracovia
Cracovia è una città gioiosa e vitale ma con un passato sofferente, le cui tracce sono visibili ancora oggi nei suoi quartieri. È stata a lungo la capitale del paese e tutt’oggi rimane il suo principale centro culturale, artistico e universitario. La città è famosa per il suo piccolo e curato centro storico, iscritto nella Lista UNESCO come Patrimonio dell’umanità, per la sua immensa piazza centrale e per la fascia di giardini del Planty, ampia da 50 a 100 metri, che circonda completamente il centro.
Tutto questo la distingue dalla fredda Varsavia, che ha più le caratteristiche di una grande metropoli. Qui vi elencherò le cose assolutamente da non perdere durante la vostra vacanza:
Piazza del Mercato (Rynek Główny)
È la piazza principale della città, nonché la piazza a pianta quadrata di epoca medievale più grande d’Europa, con i suoi 200 m per lato. La presenza al suo centro del Palazzo dei Tessuti e della vecchia Torre del Municipio non ne fanno percepire visivamente la reale grandezza. È stata progettata nel 1257 per ospitare il mercato cittadino. Nel corso dei decenni la pavimentazione è stata lastricata, coprendo gli antichi strati di fango e paglia con un rivestimento in pietra, che ha innalzato di circa 2 metri il livello della piazza rispetto a quello originario.
Alcuni monumenti, infatti, come la Torre del Municipio o il basamento delle mura del lato meridionale della Basilica di Santa Maria, risultano inclinati rispetto all’asse principale. Lo stesso piano di calpestio della Torre del Municipio si trova ad un piano inferiore rispetto a quello della piazza. Oggi la piazza non ospita solo i monumenti, musei e gallerie; essa è anche il luogo degli artisti di strada, dei caffè, dei ristoranti, del cabaret, delle manifestazioni folkloristiche e dei banchi di fiori.
Palazzo dei Tessuti
È l’edificio più grande della Piazza del Mercato, costruito nel XIV secolo per fungere da centro per il commercio dei tessuti. Fu distrutto nel 1555 da un incendio e ricostruito in stile rinascimentale, con la divisione in due piani collegati da scale. Le arcate furono aggiunte solo nel XIX secolo a scopo ornamentale. Oggi il piano terra ospita botteghe artigianali, dove si vendono soprattutto souvenir, mentre al secondo piano si trova la Galleria di Pittura Polacca.
Basilica di Santa Maria
È una delle chiese più importanti della città, seconda solo alla cattedrale. La sua sagoma gotica spicca sul lato nord est del Rynek Główny. La chiesa ha tre navate e numerose cappelle laterali. L’opera principale è la pala lignea dell’altare del maestro di Norimberga Veit Stoss. Si tratta del più grande altare gotico d’Europa. All’esterno le due torri spiccano sulla piazza. Si narra che la loro costruzione venne affidata a due fratelli architetti. La competizione tra i due portò il fratello maggiore ad accoltellare il minore, la cui torre, rimase incompiuta. Per questo motivo oggi le due torri appaiono di altezze diverse (81 metri una, 69 l’altra).
A causa del senso di colpa il fratricida decise di togliersi la vita. Il coltello con cui è avvenuto l’omicidio pende ancora da una delle pareti d’ingresso delle arcate del Palazzo dei Tessuti. Leggende a parte, in realtà le due torri hanno altezze differenti perché in passato la più alta fungeva da torretta di avvistamento. Un’altra leggenda legata alle torri riguarda la melodia dell’heinał. Sin dal medioevo, in cima alla torre più alta, veglia un guardiano, con il compito di lanciare un segnale di allarme in caso pericoli. In origine era suo dovere anche eseguire con la tromba la melodia detta “l’hejnał”, che col passare del tempo è diventata il simbolo musicale della città, suonata ogni ora verso i quattro angoli d’ingresso alla piazza.
Ascoltando la melodia vi accorgerete che si interrompe bruscamente. Secondo la leggenda in epoca medievale, durante un attacco, una freccia colpi a morte il guardiano, impedendogli di terminare la melodia: da allora, per commemorare l’evento, essa continua ad essere interrotta nel punto in cui smise di suonarla il trombettista. Anche qui però la verità è un’altra….ma stavolta non vi rovinerò il finale.
Porta di San Floriano
La Porta di San Floriano è una delle torri gotiche polacche più famose. Fu costruita intorno al XIV secolo in granito rosso, tipico dell’architettura di Cracovia, come parte delle fortificazioni cittadine che avevano lo scopo di proteggere la città dagli attacchi dei Turchi.
Nel Medioevo era la principale delle sette porte d’ingresso alla città. Dopo la fondazione del Barbacane (fine del XV secolo) essa fu collegata a questo edificio da un corridoio fortificato, di cui ormai non rimangono tracce. Sulla sua sommità è visibile una statua di San Floriano, scelto dai cittadini come protettore della città, devastata da continui incendi. Dalla porta si dirama Ulica Florianska, ricca di botteghe artigianali, ristoranti e negozi.
Barbacane e vecchie mura
Il Barbacane è un avamposto fortificato, che in passato collegava le mura di Cracovia. È la storica via di accesso al centro storico e uno dei pochi resti della complessa rete di fortificazioni e barriere difensive che un tempo circondava la città. Questo massiccio edificio fu costruito in stile gotico nel XV secolo, per proteggere la parte nord delle fortificazioni, l’unica priva della barriera naturale costituita da un torrente d’acqua. Oggi funge da attrazione turistica e ospita mostre temporanee.
Planty
Il Planty è uno dei più grandi parchi cittadini. Circonda la città vecchia, dove le mura medievali si ergevano fino agli inizi del XIX secolo. Il parco ha una superficie di 21.000 metri quadrati e una lunghezza di circa 5 km ed è composto da trenta piccoli giardini progettati in vari stili e ornati da numerosi monumenti e fontane. Il parco è un luogo importante per gli abitanti di Cracovia, che al suo interno trovano un rifugio fresco e ombreggiato e un luogo dove fare attività fisica e raggiungere velocemente i punti cardine della città.
Castello del Wawel
Il Wawel è un complesso architettonico recintato da mura difensive composto dal Castello Reale, dalla Cattedrale, dal vicariato e dai quartieri della servitù. Si compone di stili architettonici differenti, dal romanico al barocco. Con la caduta del Regno e il trasferimento della capitale a Varsavia, venne abbandonato pur continuando a conservare un forte valore simbolico. Durante la dominazione nazista fu trasformato in caserma; inoltre, al palazzo fu annessa una struttura di architettura nazista, che ha modificato la planimetria del palazzo reale.
La Cattedrale è un bellissimo esempio di architettura gotica, la cui ricchezza si evince nelle sue bellissime cappelle laterali, tra cui quella di Vasa e di Sigismondo, e nelle sue camere sepolcrali. Lì riposano da secoli intere dinastie reali e personaggi storici legati alla Polonia. Secondo la leggenda, il Wawel è stato costruito proprio sulla caverna in cui viveva un terribile drago, che si cibava di uomini e animali. Il re Krak, allora esasperato, promise che avrebbe dato sua figlia in sposa e metà del suo regno a chiunque fosse riuscito ad uccidere il drago. Riuscì nell’impresa un giovane calzolaio: diede in pasto al mostro una pecora imbottita di zolfo. Per spegnere l’incendio divampato dentro il suo stomaco, il drago bevve quasi tutto il fiume Vistola fino a scoppiare, liberando la città dalla sua terrificante presenza.
Oggi, proprio all’ingresso dell’antica grotta, la scultura del terribile drago continua a sputare fuoco incantando bambini e non. Le sue ossa pendono ancora da una catena metallica all’ingresso della Cattedrale: la tradizione vuole che finché esse resteranno appese anche la cattedrale di Wawel resterà in piedi. In realtà i paleontologi hanno identificato le ossa esposte con una mandibola di balena e un teschio di rinoceronte. Le grotte su cui è stato costruito il complesso sono ancora accessibili ai turisti dalla scalinata vicino al muro di cinta.
Università Jagellonica
Fondata dal re Casimiro il Grande nel 1364 con il nome di Accademia Cracoviana, è la più antica in Polonia e la seconda università fondata in questa parte d’Europa dopo l’ateneo di Praga (1348). Nel XV secolo, dall’unione con gli edifici circostanti, nacque il Collegium Maius, provvisto di un cortile circondato da portici ad arcate.
Era celebre soprattutto per le scienze giuridiche, la matematica e l’astronomia. Negli anni 1491-1495 vi studiò l’astronomo Niccolò Copernico, il quale di lì a poco avrebbe formulato la moderna teoria eliocentrica. Nel 1817, in omaggio ai re fondatori dell’ateneo, l’Accademia mutò nome in Università Jagellonica. Fra i suoi studenti celebri ritroviamo anche Karol Wojtila. Nel XX secolo il Museo dell’Università Jagellonica ha custodito le collezioni accademiche d’arte, numerosi reperti storici e una collezione di strumenti scientifici.
Kazimierz
Il quartiere di Kazimierz fu edificato nel XIV secolo come cittadina distinta, a cui fu dato il nome del suo fondatore, Re Casimiro il Grande. Nel 1800, a seguito dell’allargamento dei confini amministrativi di Cracovia, divenne parte della città. Il quartiere è diviso in due parti: ad ovest quella cristiana, dove si possono ammirare la Piazza del Mercato, alcune chiese gotiche e la chiesa di San Stanislao sulla roccia; ad est, quella ebraica, in cui si trovano le sette sinagoghe, il cimitero grande, il Galicia Jewish Museum e la Piazza Nuova.
Questo quartiere fu preferito al ghetto ebraico vero e proprio da Steven Spielberg come ambientazione per il suo “Schindler’s List”. Nel ghetto, infatti, gli spazi furono tutti ricostruiti dopo le devastazione della guerra e non si trovava più corrispondenza con le architetture di metà del novecento.
Fabbrica di Schindler
La Fabbrica di Schindler è una delle attrazioni più famose di Cracovia. Acquistata da Oskar Schindler, un abile uomo d’affari iscritto al partito nazista, rimase attiva per tutto il periodo dell’occupazione tedesca come fabbrica di pentole. Poiché la manodopera tedesca era troppo costosa, l’imprenditore prese come operai gli ebrei del vicino campo di concentramento di Plaszow. Venuto a conoscenza delle atroci torture inferte dai tedeschi agli ebrei, Schindler iniziò a prendere coscienza della situazione, mantenendo i suoi lavoratori lontani da Plaszow, dandogli rifugio nella sua fabbrica.
Grazie al suo coraggio Oskar Schindler riuscì a salvare più di mille ebrei, divenendo uno dei simboli della lotta al nazismo. Oggi la fabbrica è divenuta un museo, dove è esposta permanentemente al mostra “Cracovia – gli anni dell’occupazione 1939-1945”, in cui si raccontano gli anni dell’occupazione della Polonia e la vita quotidiana degli abitanti della città, in particolare della comunità ebraica. Infine, un’esposizione è dedicata alla vecchia fabbrica e ad una mostra biografica su Oskar Schindler stesso.
Piazza degli Eroi del Ghetto
Situata all’interno del ghetto ebraico, sull’altra sponda della Vistola rispetto al Kazimierz, la piazza nel Medioevo era un mercato dove si commerciavano gli animali. In epoca nazista, in conseguenza alla creazione del ghetto, divenne un check point e punto nevralgico per le deportazioni e le esecuzioni.
Fin dagli inizi del Novecento uno dei lati della piazza ospitava una farmacia, il cui proprietario Tadeusz Pankiewicz, fu l’unico farmacista non ebreo a rifiutarsi di trasferirsi nella parte ariana della città. Pankiewicz e il suo staff hanno rischiato la vita, contrabbandando cibo ed informazioni e offrendo rifugio agli ebrei che rischiavano le deportazioni. Oggi nella piazza sorge un’istallazione commemorativa per gli eroi del ghetto: 65 sedie, una per ogni 1.000 ebrei uccisi, molti proprio in quel luogo. Perché le sedie? Quando agli ebrei fu imposto di trasferirsi nel ghetto, essi, oltre a qualche valigia con gli effetti personali, non avevano modo di portarsi altro dalle proprie abitazioni. Le sedie erano gli unici mobili che riuscivano a portare con sé, perché facilmente trasportabili.
Miniera di sale di Wieliczka
Utilizzata per l’estrazione del sale dal XIII secolo fino al 1996, la miniera di sale di Wieliczka è una delle più antiche al mondo. Raggiunge una profondità di 327 metri e presenta gallerie e cunicoli per un’estensione totale di 287 km, di cui solo 3,5 km disponibili per le visite turistiche (meno dell’1% della lunghezza totale delle gallerie). Oltre che da attrazione turistica, oggi funge anche da sanatorio sotterraneo contro le allergie croniche, l’asma e altre malattie respiratorie, curate attraverso l’inalazione di vapori salini. L’itinerario turistico consente la visita di 20 sale, collegate da gallerie lunghe circa 2 km, poste ai tre piani superiori della miniera.
Vi imbatterete in laghi sotterranei, statue intagliate nel sale dai minatori, bassorilievi, cappelle ricche di immagini sacre e altari. A quasi 100 metri di profondità si trova, inoltre, la “Cattedrale di sale sotterranea della Polonia”, una sala consacrata dalle dimensioni e dalla bellezza stupefacenti, in cui vengono celebrati anche riti nuziali. Ogni elemento al suo interno (i pavimenti, gli altari, le colonne) è scolpito nel sale, così come i bassorilievi figuranti scene bibliche che delimitano il perimetro della sala.
Nowa Huta
Nowa Huta (Fonderia Nuova) è un quartiere industriale di Cracovia, nonché un simbolo dello stile architettonico del realismo socialista in Polonia. Il quartiere nacque per soddisfare la richiesta di Stalin di impiantare un’industria metallurgica di dimensioni consistenti. Nowa Huta ripropose il modello della città comunista: viali enormi, tanti spazi verdi, enormi blocchi abitativi costruiti per scopi propagandistici. Il fine secondario era, infatti, quello di creare un quartiere comunista distaccato dal centro principale di Cracovia, ritenuta troppo conservatrice e clericale. Ma già negli anni ’60 gli abitanti del quartiere e gli operai dell’acciaieria iniziarono a ribellarsi contro il governo comunista e a combattere per i diritti umani e dei lavoratori.
Essi difesero la costruzione della famosa chiesa “Arca del Signore”, con l’aiuto dell’allora arcivescovo Wojtiła (che finalmente nel 1965 pose la prima pietra per la sua edificazione), e organizzarono numerose manifestazioni democratiche che solitamente finivano con scontri con la polizia comunista. Nowa Huta diventò così la roccaforte del movimento di Solidarność negli anni ’80. Sicuramente il quartiere non è ricco di fascino e non ha molto da offrire ai turisti ma gli appassionati di storia contemporanea troveranno la visita molto istruttiva.
Auschwitz - Birkenau
Il campo di concentramento di Auschwitz è stato un vasto complesso di campi di concentramento e di sterminio situato nelle vicinanze della cittadina di Oświecim. Durante la seconda guerra mondiale, tra il 1940 e il 1944, vi furono sterminati più di 1 milione di prigionieri, in gran parte ebrei. Oltre al campo originario, denominato Auschwitz I, il complesso si ingrandì con altri campi, tra cui il famigerato campo di sterminio di Birkenau (Auschwitz II), il campo di lavoro di Monowitz (Auschwitz III), e altri 45 sotto-campi costruiti durante l’occupazione tedesca della Polonia.
Il complesso dei campi di Auschwitz svolse un ruolo fondamentale nel progetto di “soluzione finale della questione ebraica” – eufemismo con il quale i nazisti indicarono lo sterminio degli ebrei (nel campo, tuttavia, trovarono la morte anche molte altre categorie di internati) – divenendo rapidamente il più efficiente centro di sterminio della Germania nazista. La visita guidata dura circa 4 ore e comprende sia il campo di concentramento di Auschwitz sia il campo di sterminio di Birkenau. Per approfondimenti potrete leggere il mio articolo “Auschwitz: la memoria della vergogna“.
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