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Itinerari,  Spagna

Madrid in 3 giorni

Il 2022 si apre con un nuovo viaggio, organizzato come pre-festeggiamento di un compleanno speciale. La scelta della destinazione ricade su Madrid per motivi assolutamente poco romantici: era la meno cara fra le capitali non ancora visitate! Il viaggio è iniziato con uno scalo di qualche ora a Malta, durante il quale siamo riusciti ad arrivare a La Valletta per farci un giro in città. La sera però riprendiamo l’aereo per atterrare nella capitale spagnola un po’ tardi, ma non potevamo negarci un primo giro notturno fra le vie della movida.

1° giorno: Plaza Mayor e quartiere La Latina

La prima mattina a Madrid non poteva che cominciare con una tipica colazione a base di churros, porras e cioccolata calda! Una di quelle colazioni che potrebbero saziarti per il resto della giornata. Il nostro B&B si trovava proprio al centro della città, a Calle Mayor, per cui come prima tappa visitiamo due delle piazze più famose: Plaza Mayor e Puerta del Sol, a pochissimi metri di distanza una dall’altra.

Iniziamo con Plaza Mayor, la cui struttura ci ha ricordato molto Piazza Mercato di Varsavia: ci fermiamo a leggere la storia della piazza, dei suoi edifici e delle curiosità che la caratterizzano. Scendendo dal più antico dei nove archi che danno accesso alla piazza, l’Arco dei Cuchilleros, si arriva a Calle de Cuchilleros, un’importante zona turistica, ricca di bar e ristoranti che offrono anche musica dal vivo e spettacoli di flamenco.

Percorrendo le viuzze colorate dai murales che si snodano lungo il perimetro esterno di Plaza Mayor e arriviamo a Puerta del Sol. Sicuramente meno affascinante rispetto alla prima, questa piazza rimane comunque una delle più importanti di Madrid, poiché rappresenta il vecchio salotto della città e il principale polo commerciale. Oggi attrae i turisti perché rappresenta il km 0 della rete stradale spagnola e per la piccola statua dell’orso col corbezzolo, simbolo della città. km0-madrid

Ancora sazi di churros, saltiamo il pranzo e ritorniamo a Plaza Mayor per attraversare l’arco di Calle de Toledo. Destinazione: quartiere La Latina. Questo quartiere si fa subito notare per il suo lato genuino: sarà stata la mancanza dei grandi e sontuosi palazzi o la presenza di mercati rionali che colorano le sue strade piccole e tortuose, in contrasto con le grandi vie pedonali appena lasciate. Curiosiamo fra le bancarelle del mercato più famoso del quartiere, El Rastro, per poi fermaci per bere una cerveza in una taverna tradizionale.

Finita la birra, e la pausa, risaliamo El Rastro e attraversiamo Plaza de Cascorro per poi percorrere Calle de Toledo, alla fine della quale arriviamo all’omonima porta. Risalendo la Gran Via de San Francisco, si arriva alla Basilica di San Francisco il Grande, molto maestosa all’esterno, famosa per ospitare alcuni dipinti di Goya. Dalla Basilica la strada perpendicolare, la Carrera de San Francisco, riporta al punto di snodo del quartiere, la Plaza de la Cebada, che ospita l’omonimo mercato.

Continuiamo ad esplorare la città, camminando e osservando le varie piazze e monumenti che incontriamo sul nostro percorso: Plaza de Tirso de Molina, che ospita la statua del famoso poeta spagnolo, il monumento a Los Abogados de Atocha, la Calle de Atocha e per finire la rotonda de l’Estación del Arte, attorno alla quale spiccano la facciata del Museo del Prado e il Museo Reina Sofia.

Decidiamo di tornare al B&B per concederci almeno un’ora di riposo prima della prima cena madrilena, così con un bus risaliamo la lunga Calle de Atocha e scendiamo a Plaza de Benavente, colorata dalle luci di rumorose bancarelle di dolciumi, ultima tappa di questa prima parte della giornata.

Usciamo nuovamente dal B&B verso le 21:00, pronti per la prima paella e la prima sangria del viaggio: andiamo alla Taberna Mas Al Sur, un locale molto carino vicino Tirso de Molina, la cui paella era consigliata su internet come una delle migliori di Madrid. Noi non abbiamo mangiato altre paella a Madrid quindi non siamo in grado di dare un giudizio obiettivo ma sicuramente era molto buona, così come la sangria. Finita la cena ci riperdiamo fra le strade della città per osservarla anche attraverso i colori delle notte.

2° giorno: Cattedrale, Museo Reina Sofia e quartiere Malasaña

Madrid ci ha regalato solo splendide giornate di sole. Quando hai a disposizione solo 3 giorni è difficile decidere di rinunciare a stare all’aria aperta per trascorrere parecchie ore al chiuso, quindi stabiliamo all’unanimità di evitare visite al chiuso che ci avrebbero portato via troppo tempo. Del resto è sempre buono avere una scusa per ritornare una seconda volta! Questa mattina, quindi, dopo una colazione veloce a La Mallorquina, una rinomata pasticceria a Puerta del Sol, ci copriamo per bene per esplorare nuovi quartieri.

Prima tappa: la Cattedrale di Santa Maria la Real de la Almudena e il Palazzo Reale. La Cattedrale si presenta maestosa, in stile neoclassico all’esterno e neogotico all’interno. Se ne può ammirare la bellezza dell’architettura dal cortile adiacente la facciata principale: da qui il sovrapporsi caotico delle forme che caratterizzata i fianchi dell’edificio, e che si mostra a primo impatto ai visitatori, lascia il posto ad uno splendido e ordinato prospetto lineare.

Sul lato opposto dello stesso cortile si trova il Palazzo Reale di Madrid, residenza ufficiale della famiglia reale spagnola. Ne ammiriamo l’architettura solo da fuori, poiché la visita interna ci sarebbe costata 2-3 ore della nostra giornata. In compenso trascorriamo qualche minuto ad ammirare Madrid dalla terrazza panoramica del cortile e a passeggiare nei Jardines de Sabatini, i giardini reali paesaggistici. Sul lato destro del palazzo si trova Plaza de Oriente, importante perché ospita la statua di Filippo IV e altre venti statue rappresentanti cinque re visigoti e quindici re dei primi regni cristiani. Dalla piazza si riesce ad ammirare anche la facciata d’ingresso del Teatro Real.

Proseguendo verso nord su Calle de Bailén si arriva a Plaza de España: qui si trova il famoso monumento a Cervantes, creatore delle avventure di Don Chisciotte. Attorno alla piazza un mercatino ricco di bancarelle offriva a turisti golosi come noi la possibilità di acquistare e assaggiare prodotti locali come salami, prosciutti, formaggi e vini.

Dalla piazza si entra nel quartiere Malasaña, una zona studentesca ricca di bar, caffè e punti d’incontro ricreativi. Il quartiere ci era stato suggerito soprattutto per trascorrerci le ore notturne, per vie dei numerosi centri culturali e club che propongono musica dal vivo, ma trascorriamo comunque un po’ di tempo a passeggiare fra le sue vie caotiche per conoscerla anche alla luce del sole. A pranzo abbiamo finalmente mangiato uno dei famosissimi bocadillos, panini tipici madrileni farciti o con prosciutto o con pesce fritto. Proviamo il bocadillo de calamares: è un semplicissimo panino con i calamari fritti, perfetto per una pausa pranzo veloce. Sotto gli archi di Plaza Mayor ci sono molti chioschetti storici specializzati in questa specialità gastronomica.

Nel primo pomeriggio acquistiamo due biglietti per il Bus City Tour: come sempre questa si presenta come un’ottima soluzione per visitare la città nel suo complesso, avendo anche un minimo di nozioni storiche. Il biglietto ha la durata di 48 ore e ti offre la possibilità di seguire due rotte: il tour della città storica e quello della città moderna. L’Historical City Tour ha ripercorso molte delle attrazioni che in questi due giorni avevamo già visitato (la Cattedrale, Plaza Mayor, Puerta del Sol, la Gran Vìa, Plaza de España), ma ci ha portato anche nella zona est attraversando il Baario de Salamanca, il quartiere più esclusivo di Madrid, dove maestosi viali ottocenteschi sono fiancheggiati da ristoranti raffinati e boutique di design. Ogni palazzo qui sembra un’opera d’arte. tempio-debod-madrid

Gli unici due pit stop che ci siamo concessi sono stati al Tempio di Debod, un antico tempio egiziano presente in città come donazione del governo egiziano alla Spagna, e al Museo di Arte Contemporanea Reina Sofia. L’aver scelto di visitare questo museo al posto del più tradizionale Museo del Prado è dipesa unicamente dal voler vedere lo splendido Guernica di Picasso. Onestamente col sennò di poi non so se fra i due musei risceglierei questo: le collezioni sono sicuramente interessantissime, soprattutto nei primi due piani, dove sono presentate opere davvero molto eccentriche. Ma io, per incapacità personale a capire questo tipo di arte, non le ho apprezzate come si dovrebbe. La visita è valsa comunque il prezzo del biglietto: il Guernica è davvero stupendo e, inoltre, il museo ospita pure alcune opere di Dalí, Miró e Kandinskij.

Usciti dal museo torniamo a casa per riposarci un’oretta. Una volta usciti andiamo alla ricerca di un ristorante locale che ci ispiri la cena, ma finiamo a vagare per il quartiere Malasaña senza trovare niente che ci spinga a entrare. Finiamo per fare un aperitivo nel quartiere Chueca in uno dei locali con le migliori patatas bravas di Madrid (o almeno così diceva il cartello). La Chueca è il quartiere più alternativo della città, ricco di murales e bandiere color arcobaleno che fanno sentire tutti nel luogo giusto! Consigliamo sicuramente di trascorrere qui una serata, in uno dei tanti pub o centri culturali, o semplicemente a passeggiare nelle sue vive stradine. La nostra passeggiata, e la nostra giornata, termina a Plaza de Cibeles, uno dei luoghi più simbolici della capitale, dove i tifosi del Real Madrid si radunano per festeggiare le vittorie della loro squadra.

3° giorno: Stadio Bernabéu, Parco El Ritiro, Flamenco

Terzo giorno, penultima colazione. Ed è stata La Colazione, con la “L” e la “C” maiuscole. Se vi trovate a Madrid dovete andare alla cioccolateria San Ginés e ordinare churros e porras con la cioccolata calda. Dovete proprio! È la cioccolateria più famosa di Madrid, attiva dal 1894: la sala inferiore ripropone gli ambienti di un vecchio vagone del treno e sulle pareti solo vecchie foto storiche. Ma ovviamente è la bontà della cioccolata e dei churros a catturare tutta l’attenzione. churros-porras

Con 3 porras e 6 churros in corpo percorriamo tutta la Calle de Alcalà, una lunga via che conduce fino a Plaza de Cibeles. Qui saliamo sul bus turistico per seguire il Modern City Tour: stavolta si va alla scoperta delle zone est e nord della città. Dalla piazza, infatti, il bus percorre tutto il Paseo de la Castellana, un lunghissimo viale che sale verso nord, fiancheggiato da negozi, palazzi nobiliari, musei e ministeri. Lungo il tragitto incontriamo Plaza de Colón, dedicata a Cristoforo Colombo, e lo stadio Santiago Bernabéu, dove ovviamente scendiamo.

Il nostro obiettivo era acquistare i biglietti per vedere la partita Real Madrid – Valencia che si sarebbe tenuta quella sera, ma stavolta pecchiamo di disorganizzazione (non ci era venuto in mente di controllare prima della partenza se ci fosse una partita in settimana) e non troviamo più biglietti. Un po’ amareggiati ci consoliamo con la visita del museo dello stadio, dove sono esposti vecchi completini, le coppe europee, i palloni d’oro e tanto altro.

Una volta usciti, nelle vicinanze dello stadio troviamo per caso Empanadas Malvón, un locale che vende solo empanadas dei gusti più disparati: ne assaggiamo di 5 tipi differenti, uno più buono dell’altro, ma il primo posto lo guadagna il Secreto Iberico, con cipolla caramellata, carne e formaggio di capra.

Risaliti sul bus riscendiamo verso sud lungo Calle Serrano, incontrando gli ultimi monumenti che ci restavano da vedere, come la Plaza de Neptuno, Puerta Alcalà e il Museo Archeologico. Il bus ci lascia davanti al Parco del Ritiro, uno dei principali luoghi di interesse della capitale: un parco grandissimo dove passeggiare, fare sport, rilassarsi remando sul lago, camminare fra roseti, monumenti e fontane. Qui osserviamo il nostro ultimo tramonto madrileno prima di tornare al B&B e prepararci per la serata: stasera ci aspetta uno spettacolo di flamenco.

In città ci sono diversi piccoli teatri o locali dove poterne vedere uno: è sempre consigliato prenotare in anticipo, perché solitamente questi locali hanno pochi posti, la maggior parte prenotati in anticipo. Accanto all’Arco de Cuchilleros troverete una taberna che ogni fine settimana propone spettacoli e vende i biglietti fin dalla mattina all’esterno del locale; in alternativa potete cercare gli spettacoli online e acquistare lì i biglietti, come abbiamo fatto noi. Il costo del biglietto va dai 35 ai 100 euro a seconda che si scelga l’opzione con la sola bevanda inclusa o con una cena completa.

Prima dello spettacolo decidiamo di mangiare finalmente il famoso prosciutto iberico al Museo de Jamón, prosciutto-madriduna catena di ristoranti specializzata in degustazioni di prosciutto. Ordiniamo 2 bicchieri di sangria e circa 4 piatti di prosciutto (era troppo buono, non riuscivamo a smettere di ordinarlo)! Alle nove corriamo nello storico tablao di Torre Bermejas, il locale dove si teneva lo spettacolo: l’interno riproduce gli interni delle torri di Bermejas dell’Alhambra di Granada, grazie ai motivi arabeggianti delle pareti, alle ceramiche decorate e ai soffitti di legno intagliato. Lo spettacolo è stato la giusta conclusione per questa mini vacanza spagnola: una danza coinvolgente che per circa un’ora ci ha trascinati in una delle tradizioni artistiche più conosciute di questo paese.  

La mattina dopo ci svegliamo verso le 8:30, in tempo per un ultima colazione al San Ginés. La città, dopo le imprese notturne del sabato sera, dorme ancora. Lungo le strade solo noi e pochi altri volenterosi. Riusciamo per poco a comprare qualche souvenir in uno dei pochi negozi che alle dieci ha aperto le porte, prima di prendere il taxi che ci avrebbe riportato all’aeroporto.

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