La Norvegia dei fiordi: il nostro itinerario di 9 giorni
È stata una meta desiderata per tre anni, da quando leggemmo le indicazioni per Oslo percorrendo in auto la Svezia centrale. Negli anni successivi, fra ristrettezze economiche e restrizioni anti-Covid, è stata sempre rimandata, finché finalmente a luglio abbiamo prenotato. Doveva essere un viaggio di 18 giorni alla scoperta dei fiordi: un viaggio in auto che, partendo da Oslo, ci avrebbe condotto attraverso la Norvegia meridionale fino a Trømso. Ma un tampone risultato positivo a pochi giorni dalla partenza ci ha costretto a rinunciare a tutto il programma. Dopo 10 giorni il Covid è andato via ma la voglia di partire no, così di punto in bianco prenotiamo due biglietti per un aereo che sarebbe partito di lì a sei ore, per goderci gli ultimi 9 giorni di ferie rimasti.
1° giorno: Oslo
Raggiungiamo Oslo dopo due ore di volo, una di autobus e due di treno (se potete scegliete sempre di atterrare all’aeroporto Oslo Gardemoen, più vicino rispetto al Sanderfjord-Torp). Finalmente ci siamo! Oslo si presenta con il tipico sole scandinavo, che ti colpisce senza farti male. Usciti dalla stazione ci si trova subito davanti il famosissimo Teatro dell’Opera sul mare. Ansiosi di buttarci subito nella mischia, raggiungiamo il B&B per lasciare gli zaini e iniziare ad ambientarci in questa nuova realtà. Passiamo la sera in giro per la capitale senza una vera e propria meta, lasciando la bussola a casa e godendoci con tranquillità la vita notturna.
Attraversiamo così Karl Johans Gate, la via principale della capitale, arrivando fino a Vulkan, un quartiere nella parte nord della città dove si trova il mercato coperto di Mathallen: qui abbiamo assaporato la nostra prima cena norvegese, a base di zuppa di pesce e salmone. Continuiamo a girare fra le vie del quartiere, scoprendo locali romanticamente nascosti fra le aree verdi che circondano l’Akerselva, il fiume più importante di Oslo. Dopo aver passeggiato fra i sentieri naturali ricchi di ponti e cascate, che caratterizzano il parco attorno al fiume, ritorniamo verso casa.
2° giorno: Oslo, i musei e il parco Vigeland
Questo secondo giorno nella capitale sarebbe stato anche l’ultimo, quindi dovevamo riuscire a vedere più cose possibile. Dopo una veloce colazione in centro, andiamo subito al Museo di Munch, per vedere il famoso “Urlo”. Delusione infinita! Scopriamo solo in quel momento che la sede principale del museo era stata trasferita in una nuova struttura nei pressi del Teatro dell’opera, le cui sale sono ancora in allestimento. Ci intratteniamo comunque al museo per vedere un’interessante esposizione dal titolo “Chiamami col mio nome”, riguardante il tema del razzismo negli anni in cui Munch viveva ad Oslo. Un po’ rammaricati ci dirigiamo verso la meta successiva: il Museo delle navi Vichinghe, dove sono esposti tre esemplari in ottimo stato.
Il biglietto d’ingresso include anche la visita al Museo di Storia Culturale, dove è possibile osservare alcuni reperti ritrovati all’interno delle navi e in altri siti norvegesi. Arriviamo poco prima della chiusura del museo ma riusciamo comunque ad entrare. Nelle sale dedicate ai vichinghi sono esposti splendidi manufatti di epoca norrena, fra cui spade, elmi, gioielli e monete. Sono le 18:00 e ancora non abbiamo visto quello che, a detta di tutti, sarebbe stato il pezzo forte della giornata: il Parco Vigeland. Si tratta di un giardino che ospita tutte opere del famoso scultore norvegese Gustav Vigeland, il cui tema è il ciclo della vita. Consiglio a tutti di passare un paio d’ore ad osservare quelle statue stravaganti e rilassarsi in mezzo al verde, lontani dai rumori della città.
“Sfrecciando” con i monopattini verso il centro città finiamo casualmente nelle vicinanze del porto di Oslo, un’area ormai prettamente turistica, piena di locali e sculture. Ci fermiamo qualche minuto lì, distesi sulle panchine in pietra del molo ad osservare il tramonto, prima di rientrare verso il centro e trascorrere una serata rockettara dentro un’Irish pub.
3° giorno: viaggio da Oslo a Bergen
A questo punto del viaggio, avendo la metà dei giorni a disposizione, decidiamo di non attraversare la Norvegia meridionale e raggiungere direttamente Bergen. Dopo varie ricerche su internet scopriamo un itinerario organizzato chiamato “Norway in a Nutshell”, che tramite treni, bus e traghetti ti porta a destinazione attraverso un percorso panoramico fra i più belli della Norvegia. 
Acquistiamo i biglietti online e già alle sei del mattino ci presentiamo alla stazione. È stato un viaggio splendido attraverso fiordi, montagne, cascate e alcuni dei paesaggi naturali più belli d’Europa (chi desidera conoscere i dettagli di questo itinerario può leggere il mio articolo “La Norvegia dei fiordi“). Arriviamo a Bergen alle nove di sera passate, la città sembra già dormire e noi non la disturbiamo se non per una breve passeggiata esplorativa e una cena a base di renna che ci ha svuotato il portafoglio.
4° giorno: Bergen
Risveglio, colazione e dritti verso Bryggen, lo storico quartiere sul porto della città, costituito da colorate case di legno dove oggi si trovano alcuni locali e negozi di artigianato. A pranzo facciamo una visita all’altrettanto famoso mercato del pesce, dove riusciamo finalmente ad assaggiare uno dei piatti tipici norvegesi: la balena. Con la pancia piena e il portafoglio sempre più vuoto giriamo fra i vicoli della città, immersi nei suoi murales stravaganti fino ad arrivare a Bergenhus, una fortezza medievale al cui interno si trovano i resti dell’antica cattedrale e del palazzo reale. L’area è accessibile gratuitamente e sfruttata per fare jogging e picnic.
Anche stavolta come ultima tappa abbiamo lasciato il pezzo forte della città: il monte Fløyen e la sua terrazza panoramica da cui osservare il tramonto. Prendiamo così la ripidissima funicolare intorno alle 18:00 e nell’attesa dell’ora x partiamo alla scoperta del Parco dei Troll, l’area verde del monte, formata da molti sentieri naturali che lo attraversano e lo congiungono con le altre cime di Bergen. Se siete amanti del trekking o dell’attività sportiva montana, questo è il luogo che fa per voi. Noi, nel poco tempo che avevamo, siamo riusciti a completare un breve percorso di 2 km che conduceva fino ad uno dei laghi del parco. A tramonto iniziato abbiamo raggiunto di nuovo la terrazza, ormai piena di occhi che come noi erano fissi sull’orizzonte.
5° giorno: Bergen --> Alesund
L’inizio di questa giornata può essere riassunto così:
- Ore 8:30: sveglia per ritirare la macchina noleggiata due giorni fa
- Ore 9:15: la compagnia disdice il noleggio con un’e-mail. Tentiamo, invano, altri due noleggi con altre compagnie
- Ore 12:00: andiamo all’aeroporto per tentare un noleggio last minute direttamente in loco. Niente da fare.
Il programma da qui in poi prevedeva un viaggio on the road fino ad Alesund, attraverso i fiordi, per poi tornare a Bergen passando da una strada interna alla regione del Sunnmøre. Non sapevamo cosa fare: prendere una nave? Restare a Bergen? La soluzione si è presentata dopo un paio d’ore grazie ai suggerimenti di Google: un viaggio di sei ore in autobus verso Stryn, un comune della contea del Vestland, da cui, la mattina del giorno dopo, sarebbe partito un secondo autobus per Alesund. Il tragitto fortunatamente è stato lo stesso che avremmo percorso in auto, perciò in fondo il nostro programma non era stato intaccato. Asfalto, traghetti e tanta pioggia ma alla fine alle 23:00 siamo giunti a destinazione.
6° giorno: Alesund
Arriviamo finalmente ad Alesund verso mezzogiorno, dopo altre tre ore di pullman. Alesund è una piccola cittadina portuale, estesa fra molte isolette dell’Oceano Atlantico, rinomata per essere il centro culturale della regione del Sunnmøre. Giriamo per la città sotto la pioggia, visitando i suoi punti di interesse principali: il porto, il centro in Art Nouveau e il Museo, per finire con una scarpinata sui 400 gradini che conducono alla terrazza panoramica del monte Aksla. Prima di rientrare a casa ci concediamo un corposo aperitivo alcolico al Molo, una birreria nascosta dentro il porto della città. Qui conosciamo l’italianissimo barman, che ci ha intrattenuto con una degustazione delle migliori birre locali. Un po’ allegrotti e molto affamati corriamo verso casa per una cena casalinga a base di salmone e baccalà.
7° giorno: Atlantic Oceanic Road e Trollstigen
Il settimo e l’ottavo giorno di viaggio sono stati i più emozionanti e ricchi di meraviglie. Niente più centri abitati, solo noi e la natura. Ad Alesund riusciamo finalmente a noleggiare un’auto che ci avrebbe portato alla scoperta di splendidi paesaggi. Come prima tappa, facciamo una sosta al Sunnmøre Museum, un museo all’aperto a 10 minuti da Alesund: qui sono conservate, all’interno di una grande area verde sul mare, abitazioni storiche e navi vichinghe.

Prima di dirigerci nuovamente a sud, decido di realizzare un vecchio desiderio: guidare sull’Atlantic Oceanic Road, conosciuta perché protagonista di un vecchio spot di una nota casa automobilistica. Così, nonostante la meta non fosse per niente di passaggio, decidiamo di raggiungerla comunque, allungando il percorso di circa due ore e mezza verso nord solo per guidare un paio di volte a testa su quello strano ponte sul mare. Si, è stato un capriccio ma si, lo rifarei!
Dall’Atlantic Oceanic Road scendiamo in direzione Andalsnes fin a raggiungere Trollstigen, la Strada dei Troll, che con i suoi 11 tornanti sale tortuosa fra le montagne. Arrivati in cima si può osservare il percorso dall’alto, affacciati da un ponte panoramiconon adatto a chi soffre di vertigini. Ormai tardi per pensare di raggiungere Geiranger, decidiamo di pernottare nella struttura disponibile più vicina: troviamo così una hytte libera ad Eidsdal, circondata dalle montagne e con vista sul fiordo.
8° giorno: Geirangerfjord e il Parco Nazionale Jostedalsbreen
Lasciamo la nostra hytte molto presto questa mattina. Ci attende un viaggio di 400 km verso Bergen e tante cose ancora da vedere. La prima incontrata lungo il percorso è stata la Strada delle Acquile (Ørneveien), che collega Eidsdal a Geiranger: molto simile alla Trollstigen, in corrispondenza dell’ultimo tornante, noto con il nome di Ørnesvingen (curva dell’Aquila) offre una vista straordinaria sul Geirangerfjord. Scendendo lungo la strada si arriva a Geiranger, dove abbiamo acquistato un biglietto per la crociera sul suo fiordo, uno dei più belli della Norvegia. La crociera dura circa due ore e approda a Hellesylt, da dove continuiamo il nostro viaggio. Avremmo dovuto macinare km senza sosta fino al Parco Nazionale Jostedalsbreen ma all’improvviso ci si presenta un’occasione unica: fare il bagno in un fiordo!

Avevamo pensato durante tutto il viaggio di farlo ma non si era mai presentata l’occasione. Adesso, dal nulla, una spiaggetta: non potevamo non fermarci. Le acque erano quelle del freddissimo Innsvikfjorden: ci abbiamo messo un po’ ma una volta tuffati è stata un’esperienza rigenerante, se così si può dire!
Arriviamo al Parco Nazionale davvero tardi, erano circa le 18:00 passate ma pazienza: lasciamo la macchina e percorriamo comunque il sentiero che in pochi km ci avrebbe condotto al lago con vista sul ghiacciaio Briksdal. Consapevoli che quello sarebbe stato l’ultimo sguardo alla natura norvegese, rimaniamo seduti lì il più a lungo possibile, in silenzio, solo osservando e ascoltando il suono della cascata.
Sono le otto passate, Bergen è ancora lontana ma dobbiamo raggiungerla. E così guidiamo senza sosta fino a destinazione.
9° giorno: Bergen - Oslo
Ultimo giorno norvegese. Abbiamo due aerei da prendere. Il primo da Bergen ci avrebbe riportato ad Oslo, il secondo era un diretto Oslo-Roma. Abbiamo scelto di raggiungere Oslo in aereo sia per risparmiare molti soldi di noleggio auto sia perché ci permetteva di guadagnare 5-6 ore e passare un ultimo pomeriggio nella capitale. A Bergen, dopo aver riconsegnato la macchina in orario, avevamo un paio d’ore di libertà prima di dover raggiungere l’aeroporto. La città era vivissima perché si stava svolgendo la maratona cittadina. Ci mischiamo così alla folla, passeggiando per il quartiere Marken e poi di nuovo a Bryggen, dove si stava svolgendo la premiazione dei vincitori.
Verso le 15:00 raggiungiamo l’aeroporto e atterriamo ad Oslo Gardemoen alle 18:30. Il volo per Roma partiva alle sei del mattino, perciò non prenotiamo nessuna camera e decidiamo di stare in giro per la città. La cosa più bella che mi ricordo di quelle ultime ore è stato lo splendido tramonto osservato dal tetto del Teatro dell’Opera.
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